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Alezio, gatta trovata morta in via Macello: accanto a lei sarebbero rimasti i suoi cuccioli

Una gatta sarebbe stata trovata senza vita in via Macello ad Alezio, dopo aver subito violenze gravissime. Accanto a lei erano presenti anche i suoi cuccioli, successivamente fuggiti impauriti. L’accaduto è stato segnalato alle autorità: si cercano testimoni e registrazioni delle telecamere presenti nella zona.

Pubblicato: 17/08/2026

La denuncia della consigliera comunale Eleonora Romano: l’animale avrebbe subito violenze gravissime. L’accaduto è stato segnalato alle autorità e si cercano testimoni e registrazioni delle telecamere presenti nella zona.

Una vicenda di estrema crudeltà è stata denunciata ad Alezio, in provincia di Lecce, dove una gatta sarebbe stata trovata senza vita in via Macello dopo aver subito violenze difficili persino da raccontare.

A rendere ancora più dolorosa la storia è un ulteriore particolare: accanto al corpo dell’animale sarebbero stati presenti anche i suoi cuccioli, rimasti improvvisamente senza la madre.

La notizia è stata resa pubblica dalla consigliera comunale Eleonora Romano e successivamente riportata dalla testata locale Il Gallo. Al momento, le informazioni disponibili derivano dalla denuncia pubblica della consigliera e dovranno essere confermate dagli accertamenti delle autorità competenti.

Il ritrovamento durante la notte

Secondo quanto riferito, un ragazzo avrebbe trovato la gatta già morta nella notte tra il 10 e l’11 agosto 2026.

L’animale presentava evidenti segni di violenza. La descrizione diffusa dalla consigliera parla di ferite gravissime, ustioni in diversi punti del corpo e della presenza di una bottiglia di birra.

Si tratta di particolari estremamente cruenti che scegliamo di non mostrare e di non approfondire ulteriormente. Sono sufficienti per comprendere la gravità di quanto denunciato senza trasformare la sofferenza dell’animale in materiale destinato a suscitare morbosa curiosità.

«Non ci troviamo davanti a una bravata, a un gesto stupido da minimizzare. Questa è tortura. Questa è ferocia», ha scritto Eleonora Romano nel proprio appello.

L’accaduto sarebbe stato segnalato alle autorità, alle quali è stato chiesto di effettuare tutti gli accertamenti necessari per ricostruire quanto avvenuto e individuare l’eventuale responsabile.

I cuccioli rimasti accanto alla madre

Secondo la ricostruzione pubblicata, accanto alla gatta erano presenti anche alcuni cuccioli.

Il ragazzo che ha effettuato il ritrovamento avrebbe cercato di prenderli per metterli al sicuro, ma i piccoli, terrorizzati, sarebbero fuggiti.

È stato quindi rivolto un appello ai cittadini affinché segnalino immediatamente qualsiasi avvistamento. I cuccioli non devono essere rincorsi o spaventati: chi dovesse individuarli dovrebbe limitarsi a comunicare il punto preciso nel quale sono stati visti, permettendo così a persone esperte di organizzarne il recupero.

La loro presenza rende il quadro ancora più straziante. Quei piccoli non possono comprendere che cosa sia accaduto. Conoscono soltanto l’assenza improvvisa della madre, la paura e una strada nella quale sono rimasti soli.

L’appello a chi potrebbe aver visto qualcosa

La consigliera comunale ha chiesto la collaborazione di chiunque possa aver visto o sentito qualcosa durante la notte oppure disponga di registrazioni provenienti da telecamere private installate nella zona di via Macello.

Anche un elemento apparentemente marginale potrebbe risultare importante: un rumore, una persona notata in un orario insolito, un veicolo, un’immagine registrata da una videocamera o qualsiasi altro dettaglio utile a ricostruire quanto accaduto.

Chi possiede informazioni dovrebbe rivolgersi direttamente alle autorità competenti, evitando di diffondere sui social nomi, fotografie o accuse non verificate.

Chiedere giustizia non significa organizzare una caccia al colpevole attraverso internet. Significa permettere agli investigatori di lavorare sulla base di elementi concreti e verificabili.

Non è una bravata

Se quanto denunciato verrà confermato, non potremo parlare di una bravata, di un momento di rabbia o di un semplice gesto vandalico.

Una violenza così prolungata e deliberata contro un essere vivente indifeso racconta qualcosa di profondamente inquietante. Non riguarda soltanto il rapporto che una persona intrattiene con gli animali, ma il modo in cui reagisce davanti alla vulnerabilità, alla paura e al dolore altrui.

La violenza contro gli animali non deve essere minimizzata o considerata un fenomeno secondario. Chi infligge sofferenza a un essere incapace di difendersi dimostra una pericolosa assenza di empatia e un rapporto profondamente alterato con il potere esercitato sulle vittime più fragili.

Non è necessario appartenere al mondo animalista per comprenderlo. È una questione che riguarda la sicurezza, la civiltà e la coscienza collettiva di un’intera comunità.

Non mostreremo il corpo della gatta

AnimaliSOS ha scelto di non pubblicare la fotografia integrale del ritrovamento.

Quell’immagine può avere valore per gli accertamenti e deve essere conservata e consegnata alle autorità. Ma la sua diffusione indiscriminata non restituirebbe dignità alla vittima e rischierebbe di ridurre la sua vita all’ultimo momento di sofferenza.

Vogliamo ricordarla diversamente: viva, integra e capace di guardare il mondo con la fiducia che ogni animale ripone nell’essere umano.

Non sappiamo quale sia stata la sua storia, chi si prendesse cura di lei o da quanto tempo vivesse in quella zona. Sappiamo però che era una madre e che accanto a lei sarebbero rimasti i suoi piccoli.

Prima di diventare una notizia era una vita. E quella vita aveva valore.

Una comunità civile non può voltarsi dall’altra parte

Quanto accaduto ad Alezio, se confermato, non dovrà essere dimenticato dopo pochi giorni di indignazione sui social.

Servono indagini, collaborazione da parte dei cittadini e una presa di posizione chiara delle istituzioni. È necessario individuare chi abbia commesso il gesto e garantire protezione ai cuccioli rimasti soli.

Ma serve anche qualcosa di più difficile: riconoscere che episodi simili non nascono nel vuoto. Crescono dove la violenza viene minimizzata, dove il dolore degli animali è considerato meno importante e dove chi vede preferisce non intervenire.

«Una comunità civile non si volta dall’altra parte davanti alla tortura e all’uccisione di un essere vivente indifeso», ha ricordato Eleonora Romano.

È da qui che bisogna ripartire.

Chiunque sappia qualcosa parli. Chi dispone di registrazioni le consegni alle autorità. Chi avvista i cuccioli ne comunichi immediatamente la posizione senza tentare di inseguirli.

Alla gatta di Alezio non possiamo restituire la vita. Possiamo però impedire che la sua morte venga coperta dal silenzio.

Fonte: Il Gallo – “Alezio, gattina trovata seviziata in via Macello: il caso

”

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