A Brusasco un 76enne è stato denunciato dopo un intervento per presunto maltrattamento di animali. Ma questa vicenda solleva una domanda che non possiamo continuare a ignorare: chi tutela concretamente le persone che, spesso da volontarie, intervengono per difendere gli animali?
Due cani detenuti all'interno di baracche fatiscenti, tra deiezioni e rifiuti. Alcune pecore ritenute eccessivamente magre e, secondo quanto riferito, non regolarmente denunciate.
È quanto avrebbero trovato le guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia durante un controllo effettuato, a seguito di una segnalazione, in un orto alla periferia di Brusasco, nel Torinese.
Gli animali sono stati posti sotto sequestro e al proprietario, un uomo di 76 anni, è stato contestato il reato di maltrattamento di animali.
Ma durante l'intervento sarebbe accaduto qualcosa di ancora più preoccupante.
Secondo quanto riferito dall'associazione, quando le guardie hanno manifestato l'intenzione di portare via i cani, l'uomo le avrebbe minacciate affermando che avrebbe impugnato un forcone qualora avessero proceduto al prelievo.
Una minaccia che ha portato a un'ulteriore denuncia, per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Gli atti sono stati quindi trasmessi alla Procura di Ivrea.
Non è soltanto una storia di presunto maltrattamento
La vicenda di Brusasco merita attenzione per le condizioni nelle quali sarebbero stati detenuti gli animali, ma apre anche un'altra questione sulla quale riteniamo necessario riflettere.
Chi protegge coloro che intervengono per proteggerli?
Le guardie zoofile svolgono sul territorio un'attività delicata. Entrano in situazioni spesso difficili, incontrano persone ostili, intervengono in proprietà private e si trovano talvolta davanti a contesti imprevedibili.
E dietro molte di queste divise ci sono volontari.
Persone che dedicano tempo, energie e competenze alla tutela degli animali senza farlo per uno stipendio.
Persone che potrebbero tranquillamente voltarsi dall'altra parte e che invece hanno deciso di non farlo.
Minacce e aggressioni non possono diventare un rischio accettato
Chi decide di dedicare parte della propria vita alla tutela degli animali non dovrebbe mettere in conto anche la possibilità di essere insultato, minacciato o aggredito.
Eppure episodi di tensione durante gli interventi delle guardie zoofile non rappresentano una possibilità puramente teorica.
Quando si entra in un contesto nel quale viene contestato un possibile maltrattamento, la reazione della persona sottoposta al controllo può essere imprevedibile.
Ed è proprio qui che riteniamo fondamentale una collaborazione ancora più stretta tra associazioni, Comuni, ASL veterinarie, forze dell'ordine e autorità giudiziaria.
Non per sostituire le istituzioni con il volontariato.
Esattamente il contrario.
Per fare in modo che il volontariato possa rappresentare un supporto alle istituzioni senza essere lasciato solo davanti alle situazioni più difficili.
A Brusasco una situazione che, secondo l'associazione, era nota da tempo
C'è inoltre un altro aspetto della vicenda che merita attenzione.
Stop Animal Crimes Italia sostiene che la situazione fosse conosciuta da tempo e riferisce che già due anni fa, dallo stesso terreno, sarebbe stato prelevato un cane in gravi condizioni, successivamente affidato a un'associazione.
Sempre secondo quanto dichiarato dall'organizzazione, dopo il recente sequestro i due cani sarebbero rimasti nelle baracche per quasi un mese.
L'associazione afferma inoltre di non essere stata ulteriormente coinvolta nelle successive attività investigative e ha chiesto un incontro con la Procuratrice di Ivrea per discutere proprio del ruolo delle guardie zoofile e della collaborazione nella gestione dei reati contro gli animali.
Saranno naturalmente le autorità competenti a ricostruire responsabilità, tempi e circostanze della vicenda.
Ma la questione generale rimane.
Il volontariato non può essere lasciato solo
Quando una guardia zoofila interviene non lo fa soltanto per un cane rinchiuso in una baracca.
Interviene perché qualcuno ha segnalato una situazione che ritiene preoccupante e perché esistono animali che non hanno la possibilità di prendere un telefono, presentare una denuncia o chiedere aiuto.
Qualcuno deve parlare per loro.
Ed è difficile accettare che proprio chi decide di farlo possa ritrovarsi davanti a una minaccia, a un'aggressione o, come sarebbe accaduto a Brusasco, alla prospettiva di trovarsi di fronte una persona armata di un forcone.
Non chiediamo privilegi per le guardie zoofile.
Chiediamo collaborazione.
Chiediamo procedure che consentano, quando esiste un potenziale rischio per l'incolumità degli operatori, di intervenire con il necessario supporto delle forze dell'ordine.
Chiediamo comunicazione tra associazioni e istituzioni.
E chiediamo soprattutto che chi mette volontariamente il proprio tempo a disposizione della collettività per difendere esseri che non possono difendersi da soli non venga lasciato solo nel momento in cui quella scelta diventa pericolosa.
Perché dietro la parola "volontario" c'è qualcosa che troppo spesso dimentichiamo.
C'è una persona.
Una persona che non è obbligata a essere lì.
Una persona che ha semplicemente deciso di non voltarsi dall'altra parte.
E crediamo che questo meriti, da parte di tutti, almeno una cosa: protezione.
Fonti
La vicenda è stata ricostruita sulla base delle notizie pubblicate il 15 settembre 2026 e delle dichiarazioni attribuite a Stop Animal Crimes Italia. Gli aspetti relativi alle contestazioni penali e alle responsabilità individuali sono soggetti agli accertamenti dell'autorità giudiziaria.
Fonte di riscontro: Quotidiano Piemontese, “Brusasco, cani tra feci e rifiuti e pecore magre: 76enne denunciato”, 15 settembre 2026.
*L'immagine di copertina si intende a scopo puramente illustrativo
🐾 Questa storia non finisce qui.
Molte notizie continuano nei giorni successivi con nuovi sviluppi, provvedimenti, salvataggi, adozioni e aggiornamenti. Sul canale WhatsApp ufficiale di AnimaliSOS puoi seguire ciò che accade senza perderti le novità più importanti.
- Aggiornamenti sulle notizie
- Emergenze e segnalazioni urgenti
- Nuovi articoli e approfondimenti
- Guide e informazioni utili
- Iniziative e campagne
- Salvataggi, adozioni e lieti finali
Nessuno spam: solo notizie, emergenze e aggiornamenti utili.