Un nuovo decreto autorizza l’abbattimento di un lupo in Alto Adige. LAV annuncia battaglia legale. Ma oltre alle norme rimane una domanda che riguarda tutti noi: quando la convivenza con la fauna selvatica diventa difficile, la risposta può essere semplicemente eliminarla?
Ancora un lupo nel mirino in Alto Adige.
Sabato 12 settembre LAV ha denunciato la firma, da parte del presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, di un nuovo decreto per l’abbattimento di un lupo. Secondo l'associazione, il provvedimento sarebbe stato pubblicato nel tardo pomeriggio di venerdì, con tempistiche che avrebbero reso impossibile presentare tempestivamente un ricorso al TAR prima della sua possibile esecuzione. LAV ha annunciato di voler portare la questione anche in sede europea, richiamando la Convenzione di Aarhus. (LAV)
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato.
Il 1° settembre 2026 la stessa Provincia aveva comunicato ufficialmente l'avvenuto abbattimento di un altro lupo nell'area dell'alpeggio Fojedöra, nel Comune di Marebbe. Il decreto era stato firmato il 28 agosto in seguito a ripetute predazioni ai danni di pecore e capre. Secondo la Provincia, l'obiettivo dell'intervento era impedire ulteriori danni alle greggi. (News Provincia Bolzano)
Già il 5 luglio 2026, sempre a Marebbe, era stato abbattuto un altro lupo a seguito di un precedente provvedimento motivato dalle predazioni sul bestiame. (News Provincia Bolzano)
Ed è proprio davanti alla ripetizione di questi episodi che AnimaliSOS ritiene necessario porre una questione che va oltre il singolo decreto.
Proteggere gli allevamenti è necessario. Ma il lupo ha diritto di esistere
Nessuno dovrebbe ignorare le difficoltà degli allevatori.
Perdere animali a causa delle predazioni significa subire un danno economico, ma anche assistere alla sofferenza degli animali allevati. È quindi dovere delle istituzioni cercare soluzioni concrete per proteggere greggi e allevamenti.
Ma proteggere una specie non dovrebbe necessariamente significare eliminarne un'altra.
Il lupo non sceglie di diventare un "problema". Non conosce confini amministrativi, proprietà private o attività economiche. È un predatore che segue il proprio comportamento naturale e cerca risorse per sopravvivere.
Per questo la domanda dovrebbe essere diversa.
Abbiamo realmente fatto tutto il possibile per rendere compatibile la sua presenza con quella dell'uomo e degli animali allevati?
Prevenzione delle predazioni, sistemi di protezione delle greggi, recinzioni adeguate, cani da guardiania, sorveglianza, gestione del territorio, sostegno economico agli allevatori, monitoraggio degli individui e interventi non letali dovrebbero essere il cuore di una politica moderna di convivenza con la fauna selvatica.
L'abbattimento dovrebbe rappresentare, semmai, una misura eccezionale all'interno di un sistema che abbia seriamente tentato altre strade, non trasformarsi nella risposta più semplice a un conflitto complesso.
Quando un animale diventa un problema, non possiamo limitarci a cancellarlo
È soprattutto questo il principio che vogliamo difendere.
Viviamo in un territorio che non appartiene esclusivamente alla nostra specie.
Pretendiamo di proteggere biodiversità ed ecosistemi, celebriamo il ritorno dei grandi predatori sulle nostre montagne e riconosciamo l'importanza della fauna selvatica. Poi, quando quella stessa natura entra in conflitto con le nostre attività, rischiamo di ricorrere alla soluzione più rapida: eliminare l'animale.
Per AnimaliSOS questo approccio non è accettabile.
Una società dispone oggi di conoscenze scientifiche, tecnologia, risorse economiche e strumenti di prevenzione che le generazioni precedenti non avevano. Dovremmo utilizzarli per trovare sistemi migliori di convivenza, non per rendere più semplice la soppressione di ciò che ci crea difficoltà.
Il punto non è scegliere tra il lupo e l'allevatore.
Il punto è proteggere entrambi.
Ed è proprio qui che politica e istituzioni dovrebbero dimostrare la propria capacità: trovare soluzioni che tutelino il lavoro delle persone senza negare agli animali selvatici la possibilità di vivere nel proprio ambiente.
Il diritto alla vita deve avere un peso nelle nostre decisioni
Esiste infine una questione che nessun decreto amministrativo può esaurire: quella etica.
Un animale selvatico non è un oggetto da rimuovere quando interferisce con le attività umane.
È un essere vivente, parte di un ecosistema e di una specie che per decenni abbiamo cercato di riportare nei territori dai quali era praticamente scomparsa.
Possiamo discutere di norme, deroghe, competenze provinciali, protezione degli allevamenti e gestione faunistica. È giusto farlo.
Ma dobbiamo anche avere il coraggio di domandarci quale valore attribuiamo alla vita di un animale quando quella vita entra in conflitto con i nostri interessi.
Perché trovare un equilibrio è difficile.
Prevenire costa.
Proteggere gli allevamenti richiede investimenti.
Studiare soluzioni alternative richiede tempo.
Premere un grilletto è molto più semplice.
Ed è precisamente questa semplicità a preoccuparci.
AnimaliSOS: noi non siamo d'accordo
Non siamo d'accordo con l'idea che la soluzione a un conflitto tra uomo e fauna selvatica possa ridursi all'eliminazione dell'animale.
Non siamo d'accordo perché crediamo che il progresso di una società si misuri anche dalla sua capacità di trovare soluzioni dove, un tempo, esisteva soltanto la forza.
Difendere il lupo non significa ignorare gli allevatori.
Difendere gli allevatori non dovrebbe significare condannare il lupo.
Significa pretendere dalla politica qualcosa di più difficile, ma anche di più civile: prevenzione, ricerca, investimenti e convivenza.
Perché se davanti a ogni animale che crea un problema la nostra risposta continua a essere eliminarlo, forse il problema più grande non è il lupo.
Forse siamo noi che dobbiamo ancora imparare a convivere con la natura.
AnimaliSOS dice NO. La vita non può diventare semplicemente la soluzione più sacrificabile.
Fonti: la notizia del nuovo decreto è confermata dalla comunicazione LAV del 12 settembre 2026. Per il contesto, la Provincia autonoma di Bolzano conferma ufficialmente i precedenti interventi del 5 luglio e del 1° settembre nell'area di Marebbe. (LAV)
LAV – notizie e comunicati sulla tutela degli animali · Provincia autonoma di Bolzano – comunicazione ufficiale sul lupo di Marebbe
Foto: patrice schoefolt via pexels.com
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