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Olbia vieta di nutrire i cani randagi al CIPNES: AnimaliSOS invia una PEC al Comune

Il Comune di Olbia ha recentemente emanato un'ordinanza che vieta di dare cibo ai cani randagi presenti nell'area industriale del CIPNES. Il provvedimento prevede sanzioni amministrative per chiunque non rispetterà il divieto, sollevando non poche preoccupazioni tra i cittadini e gli attivisti per i diritti degli animali.

Pubblicato: 01/07/2026

Secondo quanto comunicato dall'Amministrazione comunale, la decisione è stata adottata per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di cattura, identificazione, sterilizzazione e trasferimento dei cani da parte delle autorità competenti, oltre che per motivi di sicurezza pubblica.

Si tratta di un tema estremamente delicato, in cui si incrociano la gestione del randagismo in Sardegna, la sicurezza dei cittadini e la tutela del benessere animale.

Gestione del randagismo e tutela degli animali: una questione di equilibrio

Come AnimaliSOS, comprendiamo perfettamente la necessità di intervenire tempestivamente quando la presenza di cani vaganti può rappresentare un rischio per la circolazione stradale o per l'incolumità delle persone.

Allo stesso tempo, però, riteniamo che qualsiasi ordinanza o provvedimento rivolto agli animali sul territorio debba essere necessariamente accompagnato da adeguate garanzie affinché il loro benessere non venga compromesso.

I cani randagi non sono responsabili della propria condizione. La loro gestione è un preciso dovere affidato alle istituzioni dalla normativa vigente. La legge attribuisce ai Comuni e ai Servizi Veterinari il compito di prevenire e contrastare il fenomeno del randagismo attraverso interventi di recupero, identificazione, assistenza e tutela.

La richiesta di chiarimenti di AnimaliSOS al Comune di Olbia

Proprio per fare luce sulle modalità di attuazione di questa ordinanza, AnimaliSOS ha trasmesso una richiesta formale di chiarimenti tramite PEC al Sindaco del Comune di Olbia.

Per garantire la massima trasparenza e coinvolgere tutti gli organi competenti nella gestione del territorio, la comunicazione è stata inviata, per conoscenza, anche a:

  1. ASL Gallura – Servizio Veterinario;
  2. Prefettura di Sassari;
  3. Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Difesa dell'Ambiente;
  4. NOETAA (Nucleo Operativo Ente Tutela Animali e Ambiente).

L'obiettivo di questa iniziativa non è contestare a priori l'operato delle istituzioni, ma comprendere nel dettaglio in che modo il divieto di alimentazione sia concretamente supportato da misure idonee a proteggere gli animali coinvolti.

I punti chiave della PEC inviata al Comune

Nella richiesta ufficiale, AnimaliSOS ha chiesto di conoscere:

  1. Quanti siano i cani effettivamente interessati dall'ordinanza nell'area CIPNES;
  2. Quale piano operativo sia stato predisposto per il loro recupero sicuro;
  3. I tempi previsti per le operazioni di cattura e successivo trasferimento;
  4. Quali misure siano state adottate affinché gli animali non rimangano privi di cibo e cure durante l'efficacia del divieto;
  5. Se il Comune di Olbia o altri soggetti incaricati si stiano occupando direttamente della loro alimentazione;
  6. Quali valutazioni tecnico-veterinarie abbiano giustificato l'adozione del divieto di cibo.

Verso un confronto costruttivo per la tutela degli animali

La gestione del randagismo in Sardegna richiede equilibrio, responsabilità e una stretta collaborazione tra istituzioni, associazioni locali e cittadini. Per questo motivo, crediamo fermamente che il dialogo sia la strada migliore da percorrere.

AnimaliSOS continuerà a seguire la vicenda di Olbia con la massima attenzione, confidando in un rapido e trasparente riscontro da parte dell'Amministrazione comunale e degli enti coinvolti.

Non appena riceveremo chiarimenti o aggiornamenti ufficiali, li pubblicheremo integralmente su questo sito per informare la cittadinanza. Restiamo convinti che la sicurezza pubblica e la tutela degli animali possano – e debbano – coesistere attraverso soluzioni efficaci, proporzionate e pienamente rispettose delle leggi vigenti.

(L'immagine si intende puramente illustrativa)

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