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Puledro morto abbandonato tra i detriti a Bocale: giorni di attesa e una denuncia per fare chiarezza

Il corpo di un puledro è stato trovato accanto a un cumulo di detriti a Bocale, nella periferia sud di Reggio Calabria. Dopo le segnalazioni dei residenti e giorni di attesa, Italian Horse Protection ha presentato una denuncia per chiedere accertamenti sulla morte dell’animale, sull’abbandono della carcassa e su eventuali omissioni.

Pubblicato: 18/08/2026

Il corpo dell’animale è stato trovato il 6 agosto nella periferia sud di Reggio Calabria. I residenti denunciano ritardi nella rimozione, mentre Italian Horse Protection chiede accertamenti sulla morte e sulla gestione della vicenda.

Un puledro morto, abbandonato accanto a un cumulo di detriti come se il suo corpo fosse un rifiuto. È la scena davanti alla quale si sono trovati alcuni residenti di Bocale Primo, nella periferia sud di Reggio Calabria, la mattina del 6 agosto 2026.

Il corpo dell’animale si trovava nella traversa Paviglianiti, in un’area utilizzata come una sorta di parcheggio. Secondo quanto raccontato dai cittadini, il puledro sarebbe stato lasciato sul posto durante la notte tra il 5 e il 6 agosto.

Una vicenda già grave per le circostanze del ritrovamento, diventata ancora più inquietante a causa dei ritardi denunciati nella gestione della carcassa e delle domande rimaste senza risposta sulla morte dell’animale.

Le segnalazioni e l’attesa dei residenti

I residenti riferiscono di avere segnalato immediatamente la presenza del corpo alle autorità. Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa locale, il giorno successivo sarebbe stato effettuato un sopralluogo da parte del servizio veterinario dell’ASP di Reggio Calabria.

Dopo gli accertamenti, tuttavia, il corpo sarebbe rimasto sul posto, coperto soltanto con un telo che il vento avrebbe successivamente sollevato.

L’8 agosto, a circa due giorni dal ritrovamento, la carcassa era già in evidente stato di decomposizione. I cittadini denunciavano un odore diventato insopportabile e la presenza di vermi, esprimendo forte preoccupazione anche per le possibili conseguenze igienico-sanitarie, aggravate dalle elevate temperature estive.

Non si trattava più soltanto di restituire dignità a un animale morto, ma anche di garantire condizioni adeguate di sicurezza e salubrità alle persone che vivono nella zona.

L’intervento di Italian Horse Protection

La segnalazione è arrivata, attraverso i social, anche a IHP – Italian Horse Protection, associazione impegnata nella tutela degli equidi.

I rappresentanti dell’organizzazione si sono recati sul posto e hanno trovato il corpo del puledro ancora all’aperto e in decomposizione.

Il 12 agosto IHP ha reso noto di avere presentato una formale denuncia ai Carabinieri, chiedendo che vengano svolti accertamenti sulla morte dell’animale, sull’abbandono della carcassa e su eventuali omissioni nella gestione della vicenda.

Le dichiarazioni relative alla mancata attivazione iniziale di indagini o comunicazioni alla Procura appartengono alla ricostruzione fornita dall’associazione. Al momento non risulta pubblicamente disponibile una replica ufficiale da parte degli enti coinvolti.

Di chi era quel puledro?

La domanda fondamentale rimane ancora senza risposta: chi era il proprietario del puledro e come è morto?

Un equide non dovrebbe essere un animale impossibile da identificare. Proprio per questo sarà necessario verificare l’eventuale presenza di microchip, documentazione sanitaria e registrazione nella Banca dati nazionale degli equidi, oltre a ricostruire gli ultimi spostamenti dell’animale.

Dovrà inoltre essere chiarito se la morte sia avvenuta nel luogo del ritrovamento oppure se il corpo sia stato trasportato e abbandonato successivamente.

Senza accertamenti veterinari e investigativi non è possibile formulare ipotesi attendibili sulle cause del decesso. Qualunque conclusione sarebbe, in questa fase, prematura. Ma l’assenza di risposte non può trasformarsi in indifferenza.

Un corpo non è un rifiuto

La morte di un animale non cancella il dovere di trattarne il corpo con rispetto, né elimina le responsabilità del proprietario e degli enti competenti.

Abbandonare la carcassa di un puledro accanto a dei detriti rappresenta un gesto di profondo disprezzo verso la vita dell’animale e verso l’intera comunità. Lasciarla per giorni sotto il sole, mentre la decomposizione avanza e i cittadini continuano a chiedere aiuto, rende la vicenda ancora più grave.

Il rispetto per gli animali non si misura soltanto quando sono vivi, utili o produttivi. Si misura anche nel modo in cui vengono trattati quando non possono più essere sfruttati, mostrati o posseduti.

Quel puledro aveva un’origine, una storia e qualcuno che avrebbe dovuto esserne responsabile. Non era un oggetto da scaricare ai margini di una strada.

AnimaliSOS: servono risposte e accertamenti trasparenti

AnimaliSOS auspica che le autorità competenti facciano piena luce sulla vicenda, individuando il proprietario dell’animale, accertando le cause della morte e verificando la correttezza e la tempestività degli interventi successivi alla segnalazione.

Non si tratta di individuare colpevoli attraverso i social, ma di pretendere che ogni passaggio venga ricostruito attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

Una società civile non può accettare che il corpo di un animale venga abbandonato tra i rifiuti e rimanga per giorni esposto all’aperto, nell’incertezza generale su chi debba intervenire.

Quel puledro non può più essere salvato. Possiamo però impedire che la sua morte venga archiviata come un episodio insignificante e pretendere che siano individuate tutte le eventuali responsabilità.

Perché una vita non diventa spazzatura quando finisce.

Fonti

  1. Il Reggino, “A Bocale un puledro morto abbandonato per strada”, 8 agosto 2026.
  2. StrettoWeb, “Reggio Calabria, puledro trovato morto tra i rifiuti a Pellaro-Bocale”, 12 agosto 2026.
  3. Comunicazioni pubbliche di IHP – Italian Horse Protection.

Le cause della morte, l’identità del proprietario e le eventuali responsabilità non risultano ancora accertate pubblicamente. L’articolo sarà aggiornato qualora emergano comunicazioni ufficiali.

*Immagine illustrativa rielaborata a partire dalla documentazione pubblica della vicenda. Il contenuto sensibile è stato oscurato.

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