Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Taranto, tuttavia, l’autopsia avrebbe escluso la presenza di chiodi o sostanze tossiche nello stomaco del cane.
Per questo motivo l’istruttore dell’animale, Arcangelo Caressa, che aveva presentato denuncia ai carabinieri, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di simulazione di reato.
Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni e sequestri di telefoni, computer e documentazione per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Le indagini sono tuttora in corso e dovranno chiarire definitivamente le circostanze della morte di Bruno.
Fonte: Associated Press (AP News)
(immagine generata a scopo illustrativo)
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